Pubblicità su internet, perchè è meglio!

“Half be money I spend on advertising is wasted; the thoble is I don’t know which half” ( John Wanamaker 1838-1922).  

La traduzione  è: “Metà dei soldi che spendo in pubblicità sono sprecati; il problema è che non so quale”.

John Wanameker è vissuto un po di anni fa, ma il problema che aveva è quello che hanno ancora adesso la maggior parte delle aziende.

Se mettiamo la pubblicità su un giornale, su un muro o se la facciamo trasmettere in radio o alla  TV, noi sappiamo che  che viene vista o sentita, paghiamo  per quel servizio, ma non sappiamo effettivamente a quante  persone è arrivata.

Sul Web è tutto diverso.

Da almeno 12 anni, su internet, si sono sviluppati strumenti efficaci per sapere in tempo reale praticamente tutto su: quanti siano, cosa facciano e come si comportano i nostri visitatori.

Con questo non voglio dire che la TV o i giornali non servono a nulla, ma secondo me sono un reparto  ad appannaggio delle grandi aziende o delle multinazionali. 

Queste grandi aziende si possono permettere il lusso di perdere possibili clienti per strada, ma le piccole realtà no!

Quindi, tornando alla citazione di inizio articolo, John Wanamaker non poteva sapere qual’era il 50% sprecato, noi adesso si.  

La più concreta occasione di crescita per le Pmi, in un periodo di difficoltà economica come questo, passa attraverso le tecnologie digitali.

Questo perchè internet è l’unica cosa che cresce davvero in Italia oggi, mettendo in contatto milioni di persone ad un costo pressochè nullo.

E’ vero che i giornali e le TV ci stanno bombardando con con notizie catastrofiche riguardanti fabbriche che chiudono e persone che perdono il lavoro, ma spesso omettono di dire anche che il mercato digitale gode di ottima salute, che si sono create nuove figure professionali grazie alla rete e che sempre più aziende usano il canale digitale per promuoversi.

Oggi un’azienda, per piccola che sia, non può più permettersi di stare alla porta e sperare che i clienti arrivino casualmente o per passaparola.

La concorrenza è sempre più agguerrita e vincerà solo chi avrà il coraggio di promuoversi, farsi conoscere, far parlare di se, a discapito di chi in questo periodo di cambiamenti pensa che l’azione migliore sia quella di tagliare ogni spesa di marketing  aspettando che la bufera passi.

Roberto Caratozzolo

 

                                     

Il marketing delle piccole e medie imprese

Giorno per giorno nuove regole sostituiscono le vecchie regole del marketing, in un mutare costante che costituisce una minaccia per chi non avverte la necessita di adeguarsi ai nuovi ritmi, ma che invece offre opportunità straordinarie a chi ha il coraggio di innovare.

Pensiamo oggi alla crisi.Da questa usciranno vincitori solo quelle aziende e quei professionisti che capiranno che la miglior difesa è l’attacco! Gli altri, nella migliore delle ipotesi sopravviveranno!

Quello che voglio dire è che l’azione più pericolosa da fare in periodi come questi è quella di stare sulla difensiva, tagliando su tutto anche sulla pubblicità, che rimane sempre l’anima del commercio.

Fin qui non ho detto nulla di nuovo, ci sono imprenditori che saranno d’accordo con me (pochi da quel che vedo) e altri che non lo saranno.

Il concetto nuovo, per molti, che voglio evidenziare  è quello della possibilità di fare marketing diretto.

Come funziona il marketing diretto ?

Con il marketing diretto puoi :

  • Investire e controllare in tempo reale il risultato
  • Ottenere il risultato poco tempo dopo che hai investito
  • Sapere in breve tempo cosa funziona e cosa non funziona
  • Portare l’utente a compiere un’azione, che può essere l’acquisto di un prodotto/servizio o il contatto per un preventivo

Tutto questo è possibile oggi con internet.

Non che la pubblicità sui giornali, in TV o alla radio non porti risultati, ma questo tipo di marketing (marketing di massa) va bene per le grandi aziende e per le multinazionali, che hanno tanto denaro da mettere a disposizione, ma non per le piccole e medie imprese o per i professionisti.

Con il marketing tradizionale, fatto di cartelloni pubblicitari o di annunci alla radio o sui giornali locali, non sai quanta gente realmente è interessata al tuo prodotto/servizio, ma intanto paghi.

Possono notare il tuo annuncio in 100 come in 10. 

Con il marketing diretto, fatto con internet e non solo, invece puoi decidere quanto spendere, sai quante persone hanno letto o sentito o visto il tuo annuncio e sai anche i loro nomi ed il loro indirizzo email!

Più di così!

Roberto Caratozzolo

La vendita diagnostica

Vendere non vuol dire prendere gli ordini!

La vendita è un’arte, un processo creativo.Non esiste regola o metodo che possa assicurare un’opportunità commerciale.

Questo perchè stiamo parlando di relazioni umane, dove i soggetti sono sempre diversi.

La prima cosa da fare durante un colloquio di vendita è creare un legame, diventare amici; se si comincia  a parlare del prodotto o servizio, prima di aver costruito un rapporto di amicizia, il cliente perderà ogni interesse ad acquistare da te.

Questa premessa mi sembrava doverosa per introdurre il concetto di vendita diagnostica

In questo periodo di festività, mi sono dedicato alla lettura di libri sulla vendita (” I segreti del venditore” di Zig Ziglar, “Come si diventa un Venditore Meraviglioso” di Frank Bettger) e libri sulla motivazione (“Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill e  “L’uomo più ricco di Babilonia” di George S. Clason).

Oltre che per un piacere personale, ho deciso di leggere questi libri (e altri ne leggerò) per cercare di dare un servizio sempre migliore ai miei clienti.

Io non faccio vendita diretta ma faccio il consulente di marketing, porto clienti ai miei clienti.

La situazione non cambia però, tutti noi vendiamo, in ogni situazione ed in ogni momento della giornata.

Quindi anch’io devo “vendere” la mia consulenza anche quando è il cliente che mi contatta.

Qui entra in gioco la vendita diagnostica, che consiste in un’intervista, fatta dal vivo o al telefono oppure tramite un questionario mandato tramite email, nella quale il consulente deve riuscire a capire quali sono i reali bisogni del cliente e proporgli la soluzione più idonea.

Diffidate quindi dai chi vi propone soluzioni già pronte, senza cercare di capire qual’è la cosa più giusta per voi.

Per  acquisire più clienti potrebbe andare bene una campagna di lead generation ,potrebbe essere utile promuoversi con Facebook o con Linkedin oppure aprire un blog con il quale interagire con i clienti, ma solo facendo la diagnosi di ogni caso si riesce a proporre la soluzione più vantaggiosa per il cliente.

 

Roberto Caratozzolo

Il marketing della ristorazione, possibili soluzioni

Philip Kotler  definisce il marketing così:

un processo sociale e manageriale attraverso il quale sia individui sia gruppi ottengono di che soddisfare i loro bisogni e desideri attraverso la creazione e lo scambio di prodotti e valori con altri.

Senza più scomodare Philip Kotler, il marketing può essere definito come ” tutto quello che si deve fare prima di lanciare sul mercato un prodotto o un servizio.”

Nella ristorazione si può fare marketing?

Secondo me (….e non solo) si!

Come può allora un ristorante promuoversi  oggi?

Può farlo in due modi:

  1. come ha fatto fino ad ora, quindi con la pubblicità sui giornali o alla radio oppure con il classico passaparola
  2. con il direct response marketing

Oggi con il numero sempre maggiore di utenti, internet è diventato il metodo migliore per farsi pubblicità.

Un ristorante che voglia farsi conoscere in ambito locale può farsi pubblicità con Facebook, tramite una pagina fan o tramite una campagna di lead generation.

Se invece la sua ambizione è quella di farsi conoscere anche in ambito nazionale, la soluzione potrebbe essere quella di fare una campagna pay per click con Google Adwords.

Con tanto studio e tanto denaro da investire in libri e in corsi, chiunque può imparare a promuoversi sul web, ma quello che consiglio io è di rivolgersi ad un bravo consulente marketing che studierà il caso vostro e  probabilmente troverà la soluzione più idonea.

Il rischio altrimenti potrebbe essere quello di perdere tempo e denaro.

 

Roberto Caratozzolo                                                                                                                                                  

Marketing immobiliare, problemi e soluzioni

Oggi nel settore immobiliare l’utilizzo del web è fondamentale.L’acquirente on line impiega meno tempo ad acquistare un’immobile rispetto al tradizionale acquirente off line, questo perchè si è gia informato tramite foto e video dell’immobile che gli interessa.

Quindi, per essere presenti  e rintracciabili sul web è necessario avere un sito o ancora meglio un blog, con il quale, oltre che a presentare i vari immobili da vendere, è consigliabile instaurare un rapporto diretto con i possibili acquirenti.Naturalmente questo vale in ogni mercato, non solo in quello immobiliare e questo perchè la persona è più propensa ad acquistare da un’altra persona e non da un marchio.

Il blog da solo non basta però, con l’agguerrita concorrenza presente sul web sarebbe molto difficile emergere e farsi notare.

Infatti insieme al blog è necessario attivare una campagna marketing.

Una campagna di marketing sul web porta fondamentalmente tre vantaggi rispetto ad una campagna marketing off line.

Questi vantaggi sono:

  1. conoscere il costo per lead
  2. conoscere l’andamento in tempo reale
  3. avere il budget sotto controllo

Per quanto riguarda l’andamento in tempo reale, questo è possibile grazie all’utilizzo di un software di web analytics.

Quello che uso io è Google Analytics , che oltre ad essere uno dei migliori è anche gratuito.

Per quanto riguarda invece il costo per lead ed il controllo del budget, si può utlizzare Google Adwords.

Google Adwords è lo strumento di pubblicità messo a disposizione da Google, che ti permette di creare efficaci campagne Pay per click.

Senza entrare nei particolari (ci vorrebbe una guida apposita ), una campagna Adwords si effettua seguendo cinque passaggi:

  1. ricerca delle keyword (parole chiave)
  2. creazione degli annunci
  3. creazione delle landing pages (pagine d’atterraggio)
  4. mettere in competizione le landing pages
  5. tenere la landing page che converte meglio

Se avete intenzione di realizzare voi stessi le landing pages, potete usare Dreamweawer (a pagamento) oppure Komposer (gratuito).

Otre a Google Adwords è possibile fare campagne marketing tramite i social network, Facebook, Twitter, Linkedin, Google +.

Ci sono poi altri modi per promuoversi e per farsi notare sul web, ma questi che ho citato a mio avviso sono quelli che portano più risultati in minor tempo.

Non tutti i casi sono uguali però, quello che può andare bene ad x può non andare bene a y e viceversa, quindi, per evitare di perdere denaro e tempo, è consigliabile rivolgersi ad un bravo consulente marketing che studierà il vostro caso, facendo la diagnosi dei vostri bisogni e dei vostri problemi e proponendovi poi la giusta soluzione. 

 

Roberto Caratozzolo

Promuoversi con Linkedin

Linkedin è il sito di networking professionale più grande al mondo.

Oggi è un punto di riferimento per la ricerca del lavoro e per le possibilità offerte ai professionisti di entrare in contatto con le aziende.

Linkedin vuole creare una rete basata sulla fiducia,quindi raccomanda di creare contatti solo con persone che conosciamo realmente.

Chi ancora non conosce questo social network,potrebbe chiedersi perchè dovrebbe comparire su Linkedin.

La risposta è che Linkedin è il luogo dove i professionisti cercano altri professionisti.

Il reale vantaggio di un’azienda presente su Linkedin è la possibilità di creare un gruppo di persone interessate ad un tema specifico.

La differenza con altri social network (come ad esempio Facebook) stà nel fatto che con Linkedin si è certi di parlare con professionisti.

Se ti interessa sapere di più su questo argomento e se ti interessa sapere come utilizzare Linkedin per trovare clienti,per trovare fornitori o per trovare esperti di un qualsiasi settore, allora seguimi e nei prossimi articoli te lo spiegherò!

Roberto Caratozzolo

Promuoversi con Facebook

Oggi non si contano più le piccole attività commerciali,gli hotel,i ristoranti,le associazioni no profit che hanno trovato in Facebook un canale privilegiato grazie al quale entrare in relazione con il proprio pubblico di lettori e di clienti.

Uno dei falsi miti da sfatare però e che chiunque può fare una campagna marketing con Facebook e raggiungere milioni di persone.

Il marketing su Facebook varia in base agli obbiettivi,in base al settore di appartenenza e in base ad altre variabili che si prendono in considerazione al momento della creazione di una campagna pubblicitaria.

Nello sviluppo di una campagna pubblicitaria,Facebook offre un ricco insieme di srumenti da utilizzare a seconda delle esigenze,ma un’errore da evitare è quello di pensare che il modo migliore per fare business sia quello di  raccogliiere il maggior numero di “amici” tramite il proprio profilo privato.

Un’altro concetto da ricordare,per chi volesse provare a fare business con Facebook,è che la gente non cerca prodotti o servizi da acquistare,come su Ebay o come su Linkedin,ma cerca conversazioni e relazioni.

P.S.

Se ti interessa il marketing su Facebook,leggi questo articolo che ho scritto sul pay per click.

Roberto Caratozzolo

 

Brand reputation

 Internet fa ormai parte della nostra vita quotidiana,abitualmente utilizziamo il web per guardare le previsioni meteo,per leggere i giornali o per acquistare.Tutti gesti che fino a pochi anni fa sembravano impensabili e che invece in poco tempo si sono trasformati in pratiche quotidiane.

Questa trasformazione non può sfuggire alle aziende,qualsiasi sia il loro budget e qualsiasi sia il loro target di riferimento.Non basta più avere un sito,gli utenti sono sempre più attenti ed esigenti e le aziende si sono adeguate fornendo e ricevendo sempre più informazioni.

Le opinioni degli utenti, su un servizio o su un prodotto, sono importanti perchè tendono ad orientare nuovi consumatori sulle possibilità di scelta; è la piazza virtuale che crea opinione ed è quindi importante scegliere tempestivamente una strategia di brand.

Richard Brenson,il fondatore della casa discografica Virgin,ha detto: ” Un brand è molto più di un nome,di una marca o di un logo:è una promessa e un contratto con ogni cliente con il quale hai a che fare”.

Gli esperti di branding consigliano di definire il proprio brand in base a ciò che le persone dicono e pensano su di noi,sui nostri servizi e sulle nostre competenze.

Un brand di successo deve essere:

  • facile da ricordare
  • facile da pronunciare
  • in grado di suggerire caratteristiche da associare alle nostre competenze

Un’azienda dotata di un brand forte vanta una maggiore riconoscibilità sul mercato e una maggiore preferenza agli acquisti da parte dei consumatori.

Ci sono diversi srumenti offerti da internet per promuovere e rafforzare il proprio brand (forum,friendfeed,youtube,facebook,twitter) e vanno usati insieme a quello che considero indispensabile per un’azienda, il blog.

Il blog è la “star” del marketing dell’ascolto.

 

 

 

Steve Jobs

“Lo hanno descritto un genio,un tiranno,un leader carismatico ma molto più spesso,Steve Jobs,è stato descritto come un mago

L’uomo che ha inventato il futuro.

Dovete credere in qualcosa:

l’istinto,il destino,la vita,il Karma,qualsiasi cosa.

Questo approccio non mi ha mai tradito,

e ha fatto la differenza nella mia vita.                                                  

                         Steve Jobs,

discorso inaugurale,università di Stanford,2005.

 

Ciao Steve

Perchè la mia azienda dovrebbe avere un blog?

Il termine blog deriva dalla contrazione della parola inglese weblog, ovvero “traccia sulla rete”.

Il blog è un particolare sito web tenuto in forma di diario personale,in cui gli articoli(chiamati post) sono scritti in stile informale e possono essere commentati dagli utenti.

I blog possono essere personali,professionali o aziendali.

Chiaramente qui voglio parlare del blog aziendale,detto anche corporate blog.Questo è andato a sostituire la vecchia sezione news dei siti aziendali permettendo al cliente di interagire con l’azienda e valorizzando il suo lavoro.

ll blog aziendale è il primo luogo virtuale che chiunque sia interessato ad un’azienda o ad un prodotto va a visitare.

Qundi un blog può risultare uno strumento utile per un’azienda per comunicare con il suo pubblico e segnalare in modo colloquiale novità e offerte.Attorno al blog può crearsi una comunità di clienti fedeli,che partecipa ed interviene.

Le aziende possono utilizzare il blog proprio per umanizzare il rapporto con il mondo esterno.

I vantaggi che porta l’avere un blog  sono 3:

  1. Si indicizza sui motori di ricerca,portandoti traffico gratuito
  2. Ti permette di presentare le tue offerte, mentre conversi col tuo pubblico
  3. Crea una comunità di lettori

Tuttavia un blog aziendale richiede un lavoro continuo di aggiornamento,nel quale può entrare in gioco il ruolo del consulente marketing.

Il consulente marketing, oltre che creare il blog, può anche instaurare un rapporto più duraturo con l’azienda cliente, che consiste nello scrivere i post e presentare i prodotti o servizi che l’azienda vuole proporre.

Bene,per oggi è tutto!

A presto.